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Pro Archita

Riusciranno mai i docenti, gli studenti e i genitori del Liceo statale Archita a vedere iniziati e portati a termine i lavori di ristrutturazione dell’ex Palazzo degli Uffici, dove ha sede il più glorioso e prestigioso liceo della nostra città?
Riusciranno mai i cittadini di Taranto a non vedere più quel palazzo, in stato di semiabbandono, da tempo immemorabile transennato, completamente accerchiato da impalcature e con infissi e finestre divelte?
Riusciremo mai tutti quanti noi a vedere un giorno restituito alla città e alla fruibilità di cittadini, studenti, docenti e loro famiglie un bene comune, un Palazzo, che potrebbe essere un edificio di pregio, un vero e proprio monumento e che oggi appare ridotto ad un quasi rudere?

Intervento sui lavori al Palazzo degli Uffici

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Con deliberazione di Giunta comunale n. 605 del 13.09.2002, attraverso lo strumento della concessione dei lavori pubblici, fu approvatoil progetto preliminare dell’opera, completo del piano economico finanziario dimassima, prevedente un investimento presunto di € 30.000.000,00; con ilmedesimo provvedimento fu indetta la relativa procedura pubblica perl’affidamento della concessione.
L’intervento, relativamente alle finalità di pubblico interesseperseguite, prevedeva la conservazione della sede del Liceo Classico Archita, istituzione scolastica storicamenteinsediata, nonché la sistemazione degli uffici del Rettorato Universitario;
Esperito il procedimento di garala concessione veniva aggiudicata, con deliberazione di G.C. n. 608 del 24/10/2003, in favore dell’A.T.I. costituita dalleimprese  Romagnoli S.p.A (capofilamandataria), SIEL EUROIMPIANTI S.p.A. (mandante) e Tardito Costruzioni eImpianti srl (mandante). In data 31 maggio 2004 venne sottoscritto il relativo contratto.
Gli elementiessenziali del contratto a suo tempo stipulato erano:
§ costocomplessivo dell’investimento: €30.108.169,00 IVA esclusa
§ durata della concessione: anni 36,10 mesi (portataa 44,10 mesi per effetto di postilla contrattuale correlata all’aumentodelle superfici per il Liceo Archita e al canone annuo da corrispondereall’Ente morale “Opere Pie Riunite”, usufruttuaria di parte dell’immobile);
§ superficie utile realizzabile: mq. 20.405,43 circa
§ superficie destinata al Liceo Archita: mq 6.659,34
§ superficie destinata agli uffici del Rettorato: mq 2.621,00
§ superficicommerciali suscettibili di sfruttamento economico da parte del concessionario:mq. 10.628,89
Inoltre, inanalogia alle clausole del bando di gara, per la ristrutturazione el’adeguamento funzionale delle parti di immobile da destinare a Liceo Archita edegli altri spazi di uso pubblico, la predetta convezione prevedeva lacorresponsione di un “canone annuo” infavore del concessionario pari ad €981.268,00 oltre IVA (soggetto a rivalutazione ISTAT) per tutta la duratadella concessione.
In data 14/07/2004 si procedeva alleoperazioni di consegna dell’immobileal soggetto concessionario, allo scopo di consentire l’esecuzione delleindagini tecniche preliminari alla progettazione definitiva ed esecutiva delleopere da realizzare.
Le attività contrattualmentepreviste non si realizzavano secondo un andamento regolare, e ciò per effettodi forti criticità emerse, soprattutto, in relazione alla mancataformalizzazione dei rapporti tra il Comune e l’Amministrazione Provinciale,relativamente all’impegno economico di quest’ultima a fronte della ristrutturazionedella parte di fabbricato destinata a sede del Liceo Archita e per gli ufficidel Rettorato Universitario.
Il comune di Taranto nel 2006,come noto, fu commissariato e successivamente dichiarato in dissestofinanziario.
Nel corso del periodo commissariale, nell’ottica della conservazione del contratto di Palazzodegli Uffici e per costituire argine rispetto alle possibili preteserisarcitorie del concessionario in relazione all’impossibilità di eseguire ilcontratto, veniva avviata un’azione finalizzata a determinare i presupposti dibase per la ripresa delle attività contrattuali e favorire, in definitiva, larealizzazione dell’importante opera pubblica;
Dopo numerosi incontri istituzionali tra la Provincia ed il Comune veniva raggiunto un accordo relativo alle solearee per il Liceo Archita, non sussistendo conferma dell’interesse dellaProvincia per gli uffici del Rettorato; l’accordo stabiliva l’entità dellesuperfici effettivamente necessarie per il Liceo Archita (pari a mq. 6.432,34 secondole valutazioni dei preposti organi della Provincia) ed i relativi onerieconomici posti a carico della stessa Amm.neProvinciale, determinati in€8.538.940,10;
Quanto sopra veniva sancito formalmente con la sottoscrizione diapposito Atto di Accordo trai due Enti, stipulato ai sensi e per gli effetti dell’art. 15 -comma 1- dellalegge 241/90, precedentemente approvato dall’Amministrazione Provinciale condeliberazione di Consiglio n° 33 del 06/07/2007e dal Comune con deliberazione di C.C. n. 40 del 18/10/2007.
Nella fase successiva alla stipula del contratto, si sono determinate variazioni dell’assetto societario delsoggetto concessionario, di cui si fornisce sintetica informazione, percui oggi il contratto è in capo alla Società SIEL Progetti con sede in Roma.

Le motivazioni per eseguire l’intervento.
La ristrutturazionedell’immobile costituisce obiettivostrategico del civico Ente, sia perché strettamente funzionale alsuccesso di una generale azione mirata allariqualificazione edilizio-urbanistica e socio economica dell’area diriferimento ma più in generale dell’intera città di Taranto (conindubbie ricadute occupazionali),sia perché determinante un sicuro arricchimentopatrimoniale (correlato all’incremento del valore immobiliaredell’edificio ristrutturato e “funzionante”) e sia per la concreta possibilitàdi disporre, in tempi relativamente brevi, di cospicue superfici da utilizzare a sedi di uffici comunaliperfettamente idonei e conformi alle normative sulla sicurezza, circostanza,quest’ultima, producente anche il consistente abbattimento dei costi dellelocazioni passive attualmente gravanti sul bilancio comunale.
Inoltre sitratta del più importanteinvestimento pubblico degli ultimi anni a Taranto.

Anche la società SIEL ha manifestato la volontàe l’interesse di dare effettiva attuazione all’intervento.
Anzi va rimarcato il ruolo assolutamentecollaborativo che ha avuto la società, guidata dai fratelli Graniglia che, pur risiedendoa Roma, hanno più volte sottolineato il richiamo alla loro tarentinità afondamento della volontà di chiudere la nuova intesa.
Va aggiunto che in caso di persistente ritardo nell’esecuzione delcontratto e/o definitiva risoluzionedello stesso, comporterebbe  un’alea del giudizio conpossibili conseguenti gravosi oneri risarcitori a carico del civico Ente;

La Procedura seguita.
Si sono svolti una serie diincontri, che ha visto impegnati amministratori, tecnici, legali delcivico Ente e del concessionario, volta al ripristino delle condizioni di eseguibilitàdel contratto, attraverso l’attuazione delle specifiche procedure di revisionedella concessione.
La revisione della concessione sonoriferite alla legge ed alle norme di riferimento: art. 19 -comma 2bis- dellalegge n. 109/94, con le modifiche introdotte dalla legge n. 166/2002, quindinel testo vigente al momento della pubblicazione del bando di gara, nonché inossequio dell’art. 4 della convenzione n. 7984 di rep. in data 31/05/2004.
Richiestoanche un parere alla Corte dei Conti,che al momento consociamo solo informalmente: non ci sono ostacoli particolari,fondamentale è che sia investimento.
Si èconvenuto che il Consiglio Comunale devefissare gli obiettivi e gli indirizzo per il governo delle successivefasi procedimentali di competenza degli organi esecutivi della civica Amministrazione.

Gli indirizzi del Consiglio.
 Gli OBIETTIVI fondamentali per l’intesa
1.   definizionedell’ammontare dell’investimento iniziale, da ricavare in maniera sufficientementeaffidabile e tale da costituire dato utilizzabile per l’elaborazione del nuovopiano economico finanziario;
2.    riduzione della durata dellaconcessione, con ripristino a 36,10 mesi come previsto in sede diaggiudicazione;
3.    massima riduzione possibile delcontributo a carico del comune da corrispondere in favore delconcessionario;
4.    osservanzadelle esigenza espresse dall’Amministrazione Provinciale in termini di quantità di superfici da destinare asede del Liceo Archita, nonché acquisizione, nella massima misurapossibile, della disponibilità in favore del civico Ente di spazi da destinarea sedi di uffici comunali;
5.    riduzione dei tempi di esecuzione delleopere, con l’attribuzione di assoluta priorità agli interventi disistemazione del Liceo Archita e degli uffici comunali;
6.    definizionedel livello di qualità del commercioinsediabile nell’immobile, che dovrà essere compatibile con l’assettofisico-strutturale dell’immobile e coerente con la classificazione dello stessoquale bene soggetto a vincolo di interesse storico;
7.    adeguatotrattamento delle problematiche correlate alla dotazione di parcheggi a servizio della struttura, anche conl’intervento diretto del concessionario;

Sulla base degli obiettivi sopraindicati si sono definiti i seguenti obiettivi del riequilibrio economico finanziario

1.   Costodell’investimento. Il costo complessivo dell’investimento è statostimato in € 33.595.964,81 afronte di quello originariamente previsto in € 30.108.169,00 (+ 3 mln e mezzo) stimatonell’anno 2003, Il dato è stato ricavato attualizzandoil costo di costruzione (aumenti ISTAT) e stimando l’ammontare di tuttele spese accessorie concorrentialla definizione dell’investimento complessivo (spese tecniche, allacciamenti, oneri vari e fiscali) piùadeguamento alla normativa sopravvenuta.
2.   Duratadella concessione. risulta ridottain anni 36 e mesi 3 (a fronte della durata di anni 44,10 mesioriginariamente prevista), idonea, in base ai calcoli finanziari, ad assicurareil rientro degli investimenti ed il profitto d’impresa.
3.   Riduzionecanone. La voce “canone annuo”di € 981.268,00 oltre IVA (calcolatoall’anno 2002 da rivalutare con i pertinenti indici ISTAT) previstonell’originario contratto per l’intera durata della concessione (di 44 anni e10 mesi), è stata eliminatanell’ipotesi di PEF revisionato. Ai fini dell’equilibrio economico finanziario l’alternativoinput inserito nell’ipotesi di PEFrimodulato è costituito dal versamento di un “prezzo” complessivo di € 17.897.572,09 IVA esclusa, di cui € 8.538.940,10 rinvenientidal contributo dell’AmministrazioneProvinciale.
Acarico del comune rimane €11.187.000,00 (suscettibile di ulteriore riduzione per effetto delleintese di massima con la Provincia di cui si dirà dopo)

La coperturadella quota parte del citato “prezzo” a carico del Comune è assicurabile medianteassunzione di mutuo con la CassaDD.PP., della durata di anni29e/o altre risorse che sirenderanno disponibili nel bilancio di previsione 2010 e pluriennale 2010/2012.
L’operazione comportaper l’Amministrazione vantaggi individuabili nella razionalizzazione dellerisorse economiche da investire e nella notevoleriduzione degli oneri finanziari annui per effetto del sicuro minoreimporto delle rate di ammortamento del mutuo  rispetto al contributo originariamenteprevisto.
Nellospecifico, infatti, si producono effetti positivi sia in relazione alla duratache all’entità dell’impegno economico annuale, passandosi da un canone annuo di € 981.268,00 oltre IVA, soggetto arivalutazione  ISTAT per un tempodi 44 anni e 10 mesi (con un canone ultimo nel 2054 stimabile in € 2.300.000,00(con iva a € 2.800.000) (adun tasso prudenziale di rivalutazione del 2%) , a una rata fissa di ammortamentodel finanziamento pari a circa €630.000,00 per anni 29 (ultima rata da pagare nel 2039).

CONFRONTO COSTI (IVA inclusa)
Contratto originario
Ipotesi finale
Durata Concessione
44
36,83
Importo per il comune annuo
€ 1.177.521,60
(con rivalutazione istat annuale)
 € 630.000
 (X 29 anni)
Prezzo da corrispondere Comune con mutuo

€ 19.872.782,60
Prezzo da corrispondere Provincia
€       - 
€ 8.500.000,00
COSTO TOTALE CORRISPOSTO
€ 81.840.880,02
€ 28.372.782,60
DIFFERENZA

€ 53.468.097,42
I costi nonsono finanziariamente in maniera corretta comparabili, ma danno il senso delrisparmio che il comune ottiene. Come direbbe Totò: “è la somma che fa il totale!!”.
Peraltro, sullabase di recenti incontri istituzionali tra Amministrazione Provinciale e Comunedi Taranto è stato raggiunta un’intesadi massima circa l’integrazione del contributo a carico della Provincia,che produrrà un ulteriore riduzione dell’onere economico a carico del comune diTaranto.
Va rimarcato il ruolo fondamentale dellaPROVINCIA DI TARANTO, che non ha mai fatto mancare il suo sostegno per larealizzazione dell’opera.
Superfici in godimento. L’ipotesidi aggiornamento del Quadro Economico dell’intervento prevede, nell’ambito deicosti previsti per l’esecuzione dei lavori, la realizzazione di mq. 6.432,34 da destinare a sededel Liceo Archita, nelrispetto dell’Atto di Intesa sottoscritto con l’Amministrazione Provinciale.Invece, in ordine alle superfici da destinare a sedi di uffici comunali, sono assicuratispazi a disposizione del civico Enteper circa mq. 2.850.
Riduzione tempi di esecuzione.L’ipotesi del PEF prevede la realizzazione dell’intervento con riduzione ditutti i tempi.
Target attività commerciali. Inun ottica di tutela, valorizzazione e di rinascita del tessuto commerciale diqualità le attività da insediare nonpotranno riguardare il settore merceologico dei cosiddetti food di medie o grandi dimensioni.
In generalele iniziative imprenditoriali dovranno essere rivolte anche allo sviluppo delcommercio tradizionale, alla tutela dell’esercizio di vicinato, ad una maggioreattenzione alla valorizzazione storica ed architettonica dell’immobile.
Dotazione parcheggi. Normevigenti in materia di urbanistica commerciale di rango nazionale (D.Lgs. n.114/98) e regionale (L.R. n. 11/2003 come modificata con L.R. n. 5/2008, RegolamentiRegionali nn. 1/2004, 2/2004, 7/2009), nonché le disposizioni della deliberazioneC.S. n. 96 del 4.8.2006, ecc…).
A parzialecopertura delle necessità di parcheggi si ritiene concedibile l’area di Piazza Archita.

CONCLUSIONE
CHIEDIAMO ALCONSIGLIO DI APPROVARE LA DELIBERA D’INDIRIZZO PROPOSTA:
ATTRIBUENDOalla “Ristrutturazione del Palazzo degliUffici” la connotazione di obiettivostrategico del civico Ente, in quanto iniziativa rilevante nel quadrodella complessiva azione di riqualificazione edilizia e socio economicadell’area del quartiere Borgo e più in generale dell’intera città di Taranto;
Di approvareil quadro degli elementi sostanzianti il riequilibrioeconomico finanziario degli investimenti
Di impegnarcialla contrazione di un mutuo con conla Cassa DD.PP. nel bilancio di previsione 2010 e pluriennale2010-2012;
Di proseguirel’intesa con l’AmministrazioneProvinciale di Taranto, relativamente alle aree destinate a sede delLiceo Archita ed alle modalità di corresponsione delle somme.
Con questoatto d’indirizzo proseguiamo sulla strada del risanamento FINANZIARIO e dellarivalutazione del cuore della nostra CITTA’.
Con questoatto ripartiamo dal ricostruire delle mura storiche di Taranto per proseguire afar RINASCERE TARANTO.

DanteCapriulo
Assessorealla Programmazione Finanziaria del Comune di Taranto

Il comitato Pro Archita

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Con queste parole, già cinque mesi fa i docenti del Liceo Statale “Archita” avevano rotto il silenzio e lanciato un grido d’allarme sulla situazione di precarietà in cui versava la sede del più antico liceo della nostra città, denunciando il profondo disagio in cui da sette anni erano costretti ad operare e chiedendo l’immediato inizio dei lavori di ristrutturazione del Palazzo degli Uffici in modo da dare all’Archita una sede degna di questo nome, adeguata e sicura.
Anche allora ci fu una fiammata, la stampa ne parlò, ci furono le solite assicurazioni, si disse che i lavori sarebbero iniziati a breve. Poi, di nuovo, un silenzio durato cinque mesi.
Sarebbe troppo lungo fare la storia di questi sette anni. Dapprima il Liceo Archita fu spostato dalla sua storica ala dell’edificio, che era meglio conservata, in un’altra ala, quella dell’ex Istituto magistrale Livio Andronico, perché l’inizio dei lavori sembrava imminente. Poi fu interdetto il terzo piano di quell’ala e, dal momento che la scuola era in espansione, fu necessario trovare nuovi locali presso l’ex scuola media Mazzini e successivamente in via Bruno. Intanto l’impresa incaricata di eseguire i lavori di ristrutturazione si limitava a togliere progressivamente spazi alla scuola, ad eseguire lavori volti a saggiare la stabilità dell’edificio e a demolire infissi, porte e finestre. La promessa era sempre quella: l’imminente inizio dei lavori.
Una storia che ha avuto il suo epilogo nella calura di questa estate agostana, quando la situazione di quella che, per unanime riconoscimento resta, nonostante tutto, la scuola più prestigiosa della nostra città, vero e proprio luogo di produzione culturale, è riesplosa con grande clamore.
Ma con quale risultato? Che all’Archita è stato amputato l’ennesimo pezzo della sua sede centrale, che il suo smembramento continua, con diciotto classi che, per fortuna e per esplicita volontà dell’Amministrazione provinciale, resteranno nei locali del primo piano del Palazzo degli Uffici, con altre venticinque classi che resteranno nell’ex scuola Mazzini di via Pitagora e con altre quattordici classi ancora oggi alla ricerca di una sistemazione.
Una situazione che non può durare a lungo. Ė da anni ormai che questa nostra scuola è smembrata in tre plessi. Una situazione logisticamente infelice e precaria che ha già portato ad un decremento della popolazione scolastica e che non può essere tollerata ulteriormente pena il deperimento totale della scuola stessa. Una istituzione scolastica, sebbene impegnata in tante attività culturali, come è avvenuto nel corso di tutti questi anni per l’Archita, difficilmente può sopravvivere in una situazione di incertezze e di instabilità. Per questo siamo ormai ad un punto di non ritorno. Il problema della ristrutturazione del Palazzo degli Uffici e quindi della restituzione all’Archita di una sua sede unitaria e certa è diventato ineludibile. Non bastano più le promesse. Vogliamo fatti, certezze, una data sicura di inizio dei lavori. Perché nessuno, crediamo, stia pensando alla morte dell’Archita. Perché nessuno, crediamo, stia pensando di poter fare a meno di una scuola che è un pezzo di storia di questa città, e nessuno, crediamo, sia tanto folle da poter immaginare che questa città possa ulteriormente essere depauperata sul piano culturale e scolastico. Ė come se Bari si volesse liberare dell’Orazio Flacco, Roma del Mamiani, Milano del Parini e così via.
Per tutte queste ragioni è nato un Comitato. Il Comitato pro Archita e Palazzo degli Uffici, costituito il 26 agosto presso la circoscrizione Borgo, eletta come sede del Comitato stesso. Ed è un Comitato permanente, formato spontaneamente da docenti, studenti, genitori, ex docenti, ex studenti dell’Archita, da cittadini e a cui hanno già dato la loro adesione intellettuali, altre figure di rilievo e associazioni culturali. Un Comitato che è aperto ad altre adesioni di cittadini, e di quanti hanno a cuore le sorti della nostra città.
Un Comitato che non è contro qualcuno (è apprezzabile, anzi, quello che sta facendo l’Amministrazione provinciale di Taranto per risolvere l’emergenza e per consentire all’Archita un inizio regolare dell’anno scolastico così come è apprezzabile la volontà politica di Comune e Provincia di Taranto di far rimanere l’Archita nella sua sede storica) ma per qualcosa, che vuole interloquire con le Istituzioni locali e che si propone questi obiettivi:
- operare per dare, nell’immediato, una stabilità sia pure temporanea all’Archita, in attesa della sua definitiva e totale ricollocazione nel Palazzo degli Uffici;
- operare perché i lavori di ristrutturazione del Palazzo degli Uffici abbiano inizio in tempi rapidi e certi, superando, senza esitazione, incertezze e difficoltà varie che finora si sono frapposte all’avvio dei lavori;
- dare all’Archita, a ristrutturazione avvenuta, una collocazione unitaria e stabile nella sua sede storica.
A questo scopo il Comitato si propone di promuovere iniziative, dibattiti, confronti, di avanzare proposte, di suggerire soluzioni, di mantenere viva l’attenzione su questo tema, di far diventare il problema del Palazzo degli Uffici e dell’Archita un problema della città e dell’opinione pubblica.
Non vogliamo che, dopo questa vampata agostana, il tutto ricada nel silenzio. E soprattutto vogliamo che l’Archita ritorni al suo antico splendore, che il Palazzo degli Uffici sia restituito alla fruibilità dei cittadini e ridiventi il cuore pulsante della vita culturale e scolastica del Borgo e dell’intera città.

Il Comitato

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Docenti:
Proff. Nella Abruzzese, Mario Bosco, Ileana Brisci, Tiziana Dattuomo, Maria Pia Dell’Aglio, Patrizia De Luca, Renato De Luca, Maria De Lucia, Loredana Flore, Adriana Murri, Daniela Nicol, Nino Palma, Francesca Panarelli, Anna Picasso, Sandra Piccinno, Franca Poretti, Stella Rostro, Marcello Traversa, Gisa Villani, Palma Violante, Cetty Vitale.
Ex-Dirigenti:
Franca Schèmbari, Tommaso Anzoino
Ex-docenti:
Adolfo Mele, Annamaria Morelli, Roberto Nistri, Vanna Percaccio, Serafina Sangirardi, Rosanna Santagada, Nora Spataro, Flora Stefàno.
Ex-alunni:
Giancarlo De Cataldo (magistrato e scrittore), Alessandro Leogrande (giornalista e scrittore), Giovangualberto Carducci (Dirigente scolastico e storico), Gianfranco Mandese (editore), Piero Massafra (storico ed editore), Nicola Mandese (libraio), Pippo Mazzarino (giornalista e scrittore), Carlo Petrone (avvocato e operatore culturale), Annapaola Petrone Albanese (Presidente “Amici dei Musei”), Gianluca Lovreglio (storico), Luca Signorelli (vicepresidente Circoscrizione Borgo), Marco Sebastio (presidente Commissione Cultura Circoscrizione Borgo), Leonardo Lomartire (imprenditore), Massimo Prontera (architetto)
Enti, Associazioni culturali:
AICC (Associazione Italiana di Cultura Classica- Delegazione di Taranto), AMICI DEI MUSEI, SOCIETA’ DI STORIA PATRIA (sezione tarantina), Circolo ARCI-FUTURJA, LEGAMBIENTE, Casa del Libro (F.lli Mandese)

Per adesioni : comitatoproarchita@gmail.com

Palazzo degli Uffici ora l’impresa è pronta a trattare

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di Fabio Venere
Il cantiere di «Palazzo degli uffici» verso la riapertura? E’ questa la notizia che, a cavallo tra la fine dello scorso anno e l’inizio del 2009, sembra finalmente concretizzarsi. Un primo spiraglio si è aperto proprio il 31 dicembre scorso e una schiarita vera e proprio c’è stata venerdì scorso. Martedì 13 gennaio, intanto, ci sarà un nuovo incontro. Ma cosa ha sbloccato la situazione? Nelle settimane scorse, la « Siel progetti» che fa riferimento all’imprenditore tarantino Salvatore Graniglia (la sua azienda, lo scorso anno, ha sponsorizzato il Taranto Calcio) ha rilevato tutte le quote della «Pisa Costruzioni». Questa società, a sua volta, aveva rilevato dalla «Romagnoli» le quote della «Palazzo degli Uffici srl», la società costituita ad hoc per ristrutturare lo storico edificio che ospita il liceo classico «Archita». Il cantiere è praticamente fermo da oltre quattro anni. Le impalcature sono lì a testimoniare questa grande opera incompiuta. Incompiuta perché ancor prima dell’insediamento in Comune del commissario straordinario, Tommaso Blonda, i lavori erano rallentati sino a fermarsi completamente. La successiva dichiarazione di dissesto finanziario del Comune di Taranto (17 ottobre 2006) ha poi definitivamente bloccato tutti i progetti che necessitavano di una quota di cofinanziamento comunale. Si trattava di opere pubbliche realizzabili certo con fondi comunitari o ministeriali ma anche con risorse finanziarie provenienti dalle casse comunali. E le casse comunali nel 2006 sono state vuote, nel 2007 semivuote e solo nel 2008 hanno ripreso ossigeno. Questo, il quadro di partenza.
Ma il vero nodo da sciogliere per sbloccare il contenzioso in atto ruota attorno ad una richiesta di risarcimento danni milionari formulata dalla «Pisa Costruzioni» all’Amministrazione comunale di Taranto. Risarcimento complessivo che si aggira sui 20 milioni di euro sulla base di 5 milioni per ogni anno di cantiere bloccato.
Richiesta, questa, improponibile per un Comune che, nonostante si stia finanziariamente risollevando, resta ancora in stato di dissesto finanziario. Ed allora, nelle ultime settimane, si è consolidata l’ipotesi che quelle impalcature rimanessero il simbolo di un’opera pubblica incompiuta. Negli ultimi giorni, la svolta. La «Siel», che pure faceva parte dell’associazione temporanea d’imprese che si era aggiudicata la gara d’appalto, rileva da «Pisa Costruzioni» tutte le quote di «Palazzo degli Uffici srl». E, a questo punto, la Siel pur sottolineando il blocco del cantiere per quattro anni riformula i termini del contenzioso. Non tanto, o meglio non solo, una richiesta di corrispettivo economico per i danni subiti da questo lungo «stop» ma piuttosto una revisione, una riformulazione della convenzione sottoscritta sette anni fa con il Comune di Taranto. In altre parole, da quel che risulta alla Gazzetta, l’impresa punterebbe a rivedere i termini del diritto di superficie e magari anche a modificare l’importo del canone annuo che l’Amministrazione comunale verserà alla società costruttrice. Sono solo ipotesi, sia chiaro.

LAVORI PUBBLICI

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Entra in scena la Siel, azienda di un tarantino che da anni opera a Roma. Salvatore Graniglia, già noto alle folle del calcio, rileva la società “Palazzo degli Uffici ”, subentrando alla Pisa Costruzioni, che a sua volta era giunta dopo la Romagnoli. La speranza si riaccende, quindi, anche se appare improbabile il rispetto della scadenza del 2010 (fissata quattro anni fa). L' Archita, nonchè la galleria commerciale che adesso non c'è e gli uffici comunali di prossimo trasferimento (riassunto del progetto iniziale) finalmente potrebbero vedere la luce nel nuovo Palazzo più importante di Taranto. Tra l'auspicio e la consegna dell'opera restano da colmare vuoti burocratici (nuovo accordo formale) intenzioni progettuali (spazi da rimodulare), economie da valutare e, cosa più importante dalla quale tutto è dipeso, la rinuncia di qualsiasi proposito “bellicoso” da parte del subentrante. Una condizione senza la quale, forse, nessun accordo sarebbe stato raggiunto, nemmeno al suonare dei primi botti di San Silvestro, giorno nel quale Graniglia, il sindaco Stefàno e l'assessore Spalluto si sono effettivamente incontrati per riaprire la partita. I tarantini potrebbero vedere rianimate quelle impalcature piazzate al centro del Centro, e da quattro anni inattive, già dal prossimo marzo. La Siel rinuncia a qualsiasi strascico tecnico-finanziario (ovvero, niente contenzioso su eventuali arretrati) strappando col passato e rivolgendo lo sguardo solo e soltanto verso la realizzazione del Palazzo: in termini sociali potrebbe significare tanto. Graniglia nelle ultime due stagioni calcistiche ha sponsorizzato il Taranto. Non gli è riuscito, invece, il tentativo di rilevare la società di Blasi. (a.d.l.)